Attrazioni - Casa Irene

Museo Archeologico di Giardini Naxos

Parco Archeologico di Giardini Naxos Parco Archeologico di Giardini Naxos

Naxos è concordemente indicata dagli storici antichi come la prima colonia greca di Sicilia fondata da Teocle nel 734 a.C. e distrutta nel 403 a.C. da Dionisio I, tiranno di Siracusa. Il sito della colonia fu già individuato nella meta del ‘500 e le prime notizie di importanti scoperte archeologiche risalgono al 1850. Le campagne sistematiche di scavo iniziarono nel 1953 e adesso gran parte dei terreni su cui sorgeva l’antica Naxos, grazie all’impegno finanziario dell’Assessorato per i Beni Culturali e Ambientali della Regione Sicilia, sono stati espropriati. La struttura museale, situata quasi all'estremità della penisola di Schisò, è attigua al sito dell’antica città; costruita su un terreno acquistato dal Comune di Giardini, è stata inaugurata il 1 aprile del 1979 e sfrutta lo spazio di un vecchio fortino di età borbonica. Il Museo si sviluppa su due padiglioni: nel primo, un moderno edificio a due piani, sono conservati i reperti provenienti dagli scavi effettuati nel sito dell’antica Naxos esposti seguendo un criterio cronologico e topografico; nel secondo edificio, un basso torrione quadrangolare costruito nel ‘500 a guardia dell’imboccatura del porto, sono visibili i ritrovamenti sottomarini recuperati in maggioranza nel mare di Naxos. Dopo la visita del museo si può accedere alla vasta area archeologica e, seguendo un percorso che ricalca in parte il tracciato di una strada del V secolo a. C., raggiungere il versante meridionale delle mura di cinta.

Parco Botanico e Geologico GOLE ALCANTARA

Castello di Calatabiano

Castello di Calatabiano Castello di Calatabiano

Il Castello di Calatabiano, in provincia di Catania, al confine settentrionale della provincia etnea, sorge su una collina alta 220 m s.l.m. e domina la foce dell’Alcantara. Qui il fiume segna il confine tra Catania e Messina. Ai piedi del Castello l’attuale abitato sorto a valle dopo l’abbandono della terra vecchia a seguito del disastroso terremoto di Val di Noto del 1693. La prima documentazione certa relativa al Castello di Calatabiano si rileva da una carta della Sicilia in cui il geografo e viaggiatore arabo Abu ‘Abd Allah Muhammad ibn Idris (1099 - 1164) rappresentava l’Isola e i suoi sistemi fortificati. La carta tratta dal “Libro di Ruggero”, presso la cui corte il geografo prestava i suoi servigi, rappresenta l’Isola capovolta secondo la consuetudine araba. Qui il massiccio dell’Etna appare sul lato sinistro ed è lambito dai due fiumi Simeto e Alcantara. Proprio lungo le sponde del fiume Al-kantar (il ponte) appaiono rappresentate due fortezze speculari Tauromenion e Kalaat-al Bian. Ricostruito su preesistenti capisaldi greci e romani. Non sappiamo che nome avesse all’epoca bizantina il maniero che gli arabi, dopo la conquista, avrebbero chiamato: Kalaat-al-Bian, (Rocca di Biano).

Castello di Schisò

Castello di Schisò Castello di Schisò

Edrisi, geografo di Ruggero II, nel 1154 descriveva “Al Qusûs” - nome di origine araba che significa torace (e da cui deriva l’attuale toponimo Schisò) come un attivo porto commerciale, che esportava i prodotti agricoli dell’entroterra e funzionava da scalo nella rotta Messina - Catania. Il Castello di Schisò, ubicato sopra un modesto rilievo formato da una colata lavica di età preistorica, era una costruzione militare che controllava l’accesso alla baia di Giardini Naxos. La fase più antica del Castello risale all’epoca tardo medievale (secoli XIII-XIV) e di questo periodo rimangono due torri cilindriche a scarpata che fanno ipotizzare un complesso militare quadrangolare fortificato di tipo angioino con quattro torri circolari collegate fra loro da alte mura. Nel ‘500 il complesso, in seguito agli attacchi pirateschi, venne rimaneggiato: oltre alla costruzione della torre quadrangolare con i beccatelli lavici e al nucleo residenziale oggi visibili dal lungomare, il castello incorporò al suo interno un impianto per la lavorazione della canna da zucchero che veniva prodotta nella zona. Una terza e ultima fase costruttiva si ebbe alla fine dell ’800: quando  la facciata che prospettava sul lungomare venne ingentilita da una serie di balconi secondo una tipologia adottata per i palazzi di civile abitazione. Il primo proprietario di cui si ha notizia, fu nel 1582 don Cesare Statella, nobiluomo catanese; in seguito la proprietà passò prima ai De Spuches, marchesi di Schisò e Gaggi e dopo, verso la metà del 1800 , a Giovanni Conti, ricco borghese di Messina. Il castello successivamente appartenne alla casata dei Lombardo Alonço fino agli inizi del 1900 quando passò alla famiglia Paladino che ancora oggi ne è proprietaria. (E' una proprietà privata e non sarà possibile visitarlo all'interno)

Teatro Greco - Taormina

Teatro Greco di Taormina Teatro Greco di Taormina

Il monumento antico più importante e meglio conservato di Taormina è il TeatroFu realizzato in un punto panoramico meraviglioso, da cui si ammirano la mole dell'Etna e il Mar Jonio. Su alcuni gradini è inciso il nome di Filistide, la moglie di Ierone II, il tiranno di Siracusa che molto probabilmente nel III secolo a.c. fece costruire il Teatro taorminese. L'edificio fu ricostruito in età romana e più precisamente nel II secolo d.c. La cavea, cioè lo spazio per le gradinate, ha un diametro di circa 109 metri ed è divisa in nove settori. Il teatro di Taormina, per dimensioni, è il secondo della Sicilia dopo quello di Siracusa. Alla sommità delle gradinate si trova un doppio portico, coperto da una volta. Trentasei piccole nicchie si aprono sul muro del portico e forse servivano per accogliere alcune statue. In età romana, l'orchestra del teatro fu trasformata in arena per i giochi dei gladiatori. La scena presenta tre grandi aperture, fiancheggiate da nicchie e da colonne qui ricollocate nel XIX secolo, dall'Architetto Francesco Saverio Cavallari. Da anni ormai, il teatro di Taormina è la splendida cornice di eventi culturali e di premi di livello internazionale.

Parco Etnaland - Catania (Sicily)

Etnaland, il parco divertimenti della Sicilia, sorge ai piedi del Vulcano Etna, patrimonio dell’Unesco, a pochi passi da Catania. Il parco ha nel tempo modificato la sua offerta ricreativa proponendo agli ospiti esperienze sempre più entusiasmanti. In questi anni di attività riscontra un grande successo del pubblico che accoglie con entusiasmo crescente la realizzazione nel 2001 del parco Acquatico. L’ospite che sceglie Etnaland ha a disposizione una vera e propria isola del divertimento con tantissime possibilità di svago: da quello prettamente ludico, caratterizzato dal Themepark e dall’Acquapark, a quello didattico rappresentato dal Parco della Preistoria e dal suo percorso botanico, dagli spettacoli di edutainment e dai laboratori didattici.

Parco Avventura Etna - Milo (CT)

Il Parco Avventura Etna è il più grande parco avventura del Sud Italia grazie all'inaugurazione di quattro nuovi ed entusiasmanti percorsi che portano a 15 il totale dei percorsi (esclusi naturalmenti i 2 percorsi brienfing) ed a ben 115 il numero degli atelier (giochi da albero ad albero) tutti dotati di linea di vita continua o moschettoni intelligenti Clic-it, gli unici tra i moschettoni intelligenti ad essere equiparati ad una linea di vita continua secondo la nuova normativa sui parchi avventura. Ai percorsi si aggiungono 2 pareti d'arrampicata (presto ne arriveà una terza): una di bouldering per bambini e ragazzi da fare senza imbrago e l'altra alta 13 mt da fare con imbrago e sicura automatica che offre anche l'adrenalinica possibilità di un lancio nel vuoto. Realizzato all'interno della pineta del "Parco Scarbaglio" nel comune di Milo, il Parco Avventura Etna è costituito da una serie di percorsi acrobatici in altezza realizzati mediante passaggi sospesi tra gli alberi, che si differenziano per altezza, difficoltà ed impegno richiesto.